Investire nelle competenze digitali non è più un’opzione ma una necessità strategica per cittadini, imprese e sistemi educativi: lo ha ribadito la Commissione europea nel dicembre 2025 annunciando che nel corso del 2026 sarà adottato un pacchetto dedicato all’istruzione, che includerà anche una tabella di marcia per il 2030 sul futuro delle competenze digitali.
Una domanda crescente di competenze digitali per una società e un’economia più forti
Le evidenze emerse dall’indagine Flash Eurobarometro 564 – Future Needs in Digital Education delineano un quadro chiaro e inequivocabile: i cittadini europei attribuiscono alle competenze digitali un’importanza strategica, paragonabile a quella delle abilità fondamentali come lettura, matematica e scienze. Secondo i dati raccolti tra il 7 e il 14 maggio 2025 su un campione di oltre 25.000 cittadini dell’UE, la consapevolezza diffusa del valore del digitale attraversa tutte le fasce d’età e tutti i Paesi membri.
L’89% degli intervistati ritiene che le competenze digitali siano essenziali per partecipare pienamente alla vita sociale, dall’accesso ai servizi bancari e sanitari fino al coinvolgimento nelle comunità locali. L’80% le considera determinanti per costruire una carriera professionale solida, mentre l’86% le collega direttamente alla crescita economica, riconoscendo che l’espansione della formazione digitale rappresenta un fattore chiave per la competitività europea.
Questa percezione si traduce in un consenso quasi unanime: il 92% degli europei sostiene che le competenze digitali debbano essere insegnate a tutti, a ogni livello del percorso educativo. Una visione che trova piena coerenza con le priorità del PR Campania FESR 2021–2027, orientato a rafforzare la capacità del territorio di affrontare le transizioni digitale e tecnologica attraverso investimenti mirati in infrastrutture, formazione e innovazione.

L’indagine conferma inoltre che i cittadini attribuiscono un ruolo centrale alle scuole nel supportare bambini e giovani nell’affrontare gli impatti delle tecnologie digitali sulla salute mentale e sul benessere: il 92% ritiene che gli istituti scolastici debbano insegnare a gestire l’influenza dei social media e degli strumenti digitali sulla vita quotidiana. Allo stesso tempo, l’88% riconosce negli insegnanti figure fondamentali per guidare gli studenti verso un uso sicuro e consapevole della tecnologia, mentre l’87% attribuisce alle famiglie un ruolo altrettanto cruciale.

Questi dati evidenziano come la trasformazione digitale non sia solo una questione di strumenti, ma un processo culturale che richiede competenze diffuse, responsabilità condivise e un forte investimento nelle persone. Un orientamento che rafforza la necessità, anche per la Campania, di continuare a sostenere percorsi educativi e formativi capaci di integrare competenze digitali, pensiero critico e benessere psicologico.
Intelligenza artificiale, tecnologie educative e lotta alla disinformazione: le nuove sfide per i sistemi formativi
L’indagine Eurobarometro mette in luce un altro elemento decisivo per la programmazione regionale: la crescente attenzione dei cittadini verso l’uso dell’intelligenza artificiale nell’istruzione. Il 54% degli intervistati riconosce che l’IA può portare benefici significativi all’apprendimento, ma anche rischi che richiedono valutazioni approfondite. Solo il 17% ritiene che l’IA debba essere adottata senza timori, mentre il 22% la considera inadatta al contesto scolastico.
Questa pluralità di posizioni riflette un dibattito aperto, che richiede politiche pubbliche capaci di orientare l’innovazione in modo responsabile. Non sorprende, infatti, che l’85% dei cittadini ritenga indispensabili solide competenze digitali per utilizzare in modo sicuro e responsabile gli strumenti di IA generativa. Ancora più significativo è il dato secondo cui l’81% degli europei sostiene che tutti gli insegnanti debbano essere formati per comprendere e utilizzare l’intelligenza artificiale, incluse le sue applicazioni generative.

Queste indicazioni si inseriscono perfettamente nelle strategie del PR Campania FESR 2021–2027, che promuove l’adozione di tecnologie avanzate nei contesti educativi e formativi, sostenendo al tempo stesso la crescita delle competenze necessarie per governarne l’uso. L’obiettivo è duplice: da un lato, favorire l’innovazione didattica attraverso strumenti digitali progettati specificamente per l’apprendimento; dall’altro, garantire che tali strumenti siano utilizzati in modo etico, sicuro e inclusivo.
Il consenso verso le tecnologie educative è ampio: l’87% degli europei è favorevole alla promozione di soluzioni digitali dedicate alla didattica, mentre il 69% sostiene il divieto degli smartphone nelle scuole, segno di una crescente attenzione alla qualità dell’ambiente educativo.

Un altro tema centrale riguarda la disinformazione. L’80% dei cittadini riconosce che l’alfabetizzazione digitale è fondamentale per proteggersi dai contenuti falsi online, mentre l’89% ritiene che tutti gli insegnanti debbano possedere le competenze necessarie per aiutare gli studenti a riconoscere fake news, contenuti manipolati e materiali generati artificialmente.

Questi dati confermano che la digitalizzazione dell’istruzione non può limitarsi all’adozione di strumenti tecnologici, ma deve includere un forte investimento nella capacità critica degli studenti e nella formazione degli insegnanti. Un approccio che il PR Campania FESR 2021–2027 integra pienamente nelle sue linee di intervento, promuovendo un ecosistema educativo capace di affrontare le sfide della società dell’informazione.
Il ruolo dell’Unione Europea e le prospettive per la Campania nel quadro 2021–2027
L’indagine Eurobarometro conferma che i cittadini europei attribuiscono all’Unione Europea un ruolo determinante nel guidare la trasformazione digitale dell’istruzione. Il 49% ritiene che l’UE debba definire standard comuni per l’uso delle tecnologie digitali nelle scuole, in particolare per quanto riguarda la protezione dei dati e l’impiego dell’intelligenza artificiale. Il 36% indica come prioritaria la necessità di investimenti in infrastrutture e connessioni, mentre il 35% sottolinea l’importanza di opportunità per migliorare le competenze digitali della popolazione. Il 31% chiede un approccio comune europeo per l’insegnamento e la valutazione delle competenze digitali, e il 23% sostiene lo sviluppo di tecnologie educative europee.

Queste indicazioni si allineano perfettamente con la visione strategica del PR Campania FESR 2021–2027, che si inserisce nel più ampio quadro delle politiche europee per la transizione digitale. La Regione Campania, attraverso il Programma, può valorizzare queste priorità sostenendo investimenti in infrastrutture digitali, piattaforme educative innovative, formazione degli insegnanti e sviluppo di competenze digitali avanzate per studenti, lavoratori e cittadini.
Come detto, la Commissione ha annunciato che nel 2026 sarà adottato un pacchetto dedicato all’istruzione, con una tabella di marcia al 2030 per il futuro delle competenze digitali. Questo orientamento rafforza ulteriormente la necessità per le regioni, inclusa la Campania, di investire in modo strutturale nella digitalizzazione dell’istruzione e nella formazione continua.
Il PR Campania FESR 2021–2027, in questo contesto, rappresenta uno strumento fondamentale per tradurre le priorità europee in interventi concreti sul territorio: scuole più attrezzate, insegnanti più formati, studenti più consapevoli, cittadini più protetti dalla disinformazione e un sistema educativo capace di affrontare le sfide dell’innovazione tecnologica.



