L’area interna “Area Interna Tammaro – Titerno” è collocata nella parte nord-occidentale della provincia di Benevento. La superficie totale è pari a 818,20 Km2, che rappresenta il 39,33% della superficie totale provinciale ed il 5,98% di quella regionale. La densità abitativa (calcolata con riferimento ai valori della popolazione al 31/12/2024) è pari a 85,40 abitanti/Km2, considerevolmente inferiore rispetto alla media provinciale (133,15 ab/Km2), e alla media regionale (424,38 ab/Km2).
L’Area Interna è composta da 30 Comuni, di cui 17 classificati ‘’montani’’ e 13 ‘’non montani’’. 11 Comuni in Aree periferiche, 17 Comuni in Aree intermedie, 2 Comuni Cintura. 24 beneficiari diretti e 6 beneficiari indiretti. L’Area del Tammaro – Titerno, al pari di tutte le aree interne del Paese, è interessata da un fenomeno di progressiva desertificazione demografica, con una conseguente sclerotizzazione dei tessuti sociali urbani e comunitari. Il fenomeno si registra in corrispondenza della complessità dei Comuni beneficiari osservati (diretti ed indiretti). L’osservazione dei dati nel periodo intercensuario 1971-2001 registra un calo della popolazione complessiva pari a – 8,65%.

La contrazione demografica, con il conseguente ed inevitabile risultato della sclerotizzazione dei contesti urbani e dei tessuti sociali e comunitari esistenti e della contestuale incapacità di esercitare attrazione nei confronti di nuovi residenti ed economie. Tale fenomeno è in atto da anni e sta coinvolgendo inesorabilmente anche i giovani di più elevata formazione curricolare, il cui esodo, fin dal momento universitario, sta raggiungendo cifre preoccupanti e caratterizzazioni di irreversibilità che vanno a menomare in prospettiva la qualità della classe dirigente dei sistemi locali e la dignità e tenuta del tessuto sociale.
L’ulteriore diminuzione della popolazione comporterà, a sua volta, una minore utenza dei servizi e una minore capacità degli stessi di raggiungere livelli efficienti di erogazione delle prestazioni (scuole, presidi ospedalieri, TPL), in un circuito vizioso di continua contrazione dei servizi e di peggioramento delle condizioni indispensabili per l’inversione del trend demografico. Da tali dinamiche sta conseguendo anche una progressiva ed inevitabile dismissione, con pericolo, di abbandono del patrimonio immobiliare (privato e pubblico), innanzitutto urbano.
Dal punto di vista economico, la presenza di realtà produttive potenzialmente promettenti e dotate di una significativa spinta all’innovazione (soprattutto agroalimentare) non appare sufficiente e capace, nelle condizioni attuali, per trainare l’economia locale verso livelli più elevati di produttività e di competitività.



