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Si è svolto, martedì 21 aprile 2026 a Napoli, presso il Palazzo DuMesnil, il convegno “Coesione, sicurezza e trasformazioni globali: il futuro della politica regionale europea”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università Orientale in collaborazione con il CNR. La mattinata è stata dedicata all’analisi degli scenari globali e delle implicazioni delle crisi geopolitiche sull’economia europea e sulle politiche di coesione, mentre nel pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda focalizzata “Il futuro della politica regionale europea”. Tra gli intervenuti, Francesco Molica, direttore di EURADA (European Association of Development Agencies), che ha dato una lettura lucida e critica delle trasformazioni in corso. Molica ha evidenziato come la proposta di revisione 2028–2034 stia mettendo in discussione alcuni dei principi fondativi della coesione: il vincolo territoriale, il ruolo delle autorità regionali e la capacità dei territori di contribuire alla progettazione e all’attuazione degli interventi.

Secondo Molica, l’indebolimento di strumenti come la Smart Specialisation Strategy (S3) rischia di compromettere la capacità delle regioni – soprattutto quelle meno sviluppate – di elaborare politiche basate su dati, evidenze e potenzialità locali. Una scelta che appare in contrasto con l’impostazione mission‑oriented del nuovo quadro finanziario pluriennale.

Il direttore di EURADA ha inoltre richiamato l’attenzione sul rischio che alcune priorità emergenti, come la questione abitativa nelle grandi città, possano tradursi in interventi sbilanciati a favore delle regioni più sviluppate, ampliando le disparità territoriali. Da qui l’appello affinché la comunità dei portatori di interesse della coesione continui a esercitare un ruolo attivo nel dialogo con il legislatore europeo, per preservare la natura territoriale e inclusiva della politica regionale.

L’evento ha offerto una riflessione ampia sulle sfide che l’Europa si trova ad affrontare in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, shock energetici e riconfigurazione delle catene globali del valore. Con una crescita globale in rallentamento e un’area euro esposta a inflazione e incertezza, la politica di coesione è chiamata a evolvere verso nuove priorità: sicurezza economica, autonomia strategica, transizione verde e digitale.