La Corte dei conti europea ha pubblicato una sintesi dei pareri dedicati alle proposte legislative che definiranno il Quadro finanziario pluriennale 2028–2034. Il nuovo bilancio raggiunge quasi 2.000 miliardi di euro, con un aumento del 59% rispetto al periodo precedente. La Commissione propone una ristrutturazione radicale: le rubriche scendono da sette a quattro, i programmi da 52 a 16, e nasce un Fondo per coesione, agricoltura, sviluppo rurale, pesca e affari marittimi da 865 miliardi. La Corte osserva che questa integrazione “comporta la combinazione di politiche con obiettivi e logiche diverse”, con il rischio di una maggiore complessità.
Nuove entrate e un ricorso crescente al debito
Il pacchetto introduce cinque nuove risorse proprie, tra cui contributi sui rifiuti elettronici non raccolti, accise sul tabacco e un contributo societario per le imprese più grandi. La Corte avverte che, se queste risorse non saranno approvate, “si verificherà un significativo deficit di bilancio”, con possibili aumenti dei contributi nazionali. A ciò si aggiunge un forte incremento del debito UE, legato ai prestiti agli Stati membri, al sostegno all’Ucraina e alla possibilità di attivare fino a 395 miliardi tramite il meccanismo per le crisi gravi.
Il nuovo Fondo europeo adotta un modello ispirato al Meccanismo per la ripresa e la resilienza: pagamenti basati su obiettivi, finanziamento non legato ai costi, maggiore flessibilità. La Corte riconosce alcuni progressi, ma sottolinea che “la necessità di concentrarsi sui risultati piuttosto che sugli output rimane irrisolta”, evidenziando la mancanza di un chiaro collegamento tra risorse e risultati.
Semplificazione apparente, oneri amministrativi, trasparenza e responsabilità ancora insufficienti
La riduzione del numero di programmi è un passo verso la semplificazione, ma la Corte avverte che, nella gestione condivisa, ciò potrebbe trasferire l’onere amministrativo dalla Commissione agli Stati membri. La fusione di politiche diverse potrebbe inoltre compromettere il raggiungimento dei rispettivi obiettivi.
La Corte segnala che i controlli nazionali restano spesso carenti e che la Commissione potrebbe non essere in grado di fornire garanzie adeguate al Parlamento europeo. Il nuovo quadro di valutazione dei risultati, pur unificato, non permette ancora di misurare in modo efficace ciò che i cittadini ottengono in cambio del loro contributo. Le proposte, inoltre, “non sono sufficientemente chiare nel conferire alla Corte dei conti diritti illimitati di accesso alle informazioni”.
Per regioni come la Campania, fortemente beneficiarie delle risorse della coesione, queste trasformazioni avranno un impatto diretto sulla programmazione, sulla capacità amministrativa e sulla prevedibilità degli investimenti. La centralità dei nuovi Piani nazionali di risanamento e la maggiore flessibilità potrebbero aumentare la competizione tra le priorità priorità nazionali e territoriali.



