La Commissione europea per sostenere le regioni a superare la “trappola dello sviluppo del talento” caratterizzata da una diminuzione della popolazione in età lavorativa, una quota bassa e stagnante di persone con istruzione terziaria e fenomeni migratori della popolazione giovane, ha progettato un meccanismo di incentivazione “Talent Booster“.
La Regione Campania ha aderito al programma per beneficiare di un supporto tecnico da parte di un team di esperti guidato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dalla Commissione Europea, che ha assistito le Autorità Regionali a riflettere sulle specifiche dinamiche di transizione demografica in atto e a trovare le soluzioni, la Regione Campania ha aderito al programma per beneficiare di un supporto tecnico da parte di un team di esperti guidato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dalla Commissione Europea, che assisterà le Autorità Regionali a riflettere sulle specifiche dinamiche in atto e a trovare le soluzioni più opportune.
La pubblicazione Preparazione ai cambiamenti demografici in Campania redatta dopo una serie di incontri, evidenzia come le aree interne della Campania stiano attraversando una fase di trasformazione profonda, segnata da spopolamento, invecchiamento della popolazione e difficoltà crescenti nell’accesso ai servizi essenziali. Lo studio dell’OCSE mette in luce il divario tra le zone costiere più urbanizzate e l’entroterra sia destinato ad ampliarsi, poiché “le comunità rurali dell’entroterra registrano un declino più rapido”. In questo scenario, la Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) assume un ruolo centrale nel rafforzare la coesione territoriale e nel contrastare le dinamiche di abbandono. La SNAI interviene su tre pilastri fondamentali: miglioramento dei servizi essenziali, potenziamento della mobilità e sostegno allo sviluppo locale.
L’OCSE ha riconosciuto che la Campania ha avviato “importanti iniziative mirate, tra cui la SNAI”, integrando interventi su sanità, istruzione, trasporti e rigenerazione territoriale. Tuttavia, la sfida non riguarda solo la demografia: la frammentazione amministrativa rappresenta un ostacolo significativo. Con il 37% dei comuni campani sotto i 2.000 abitanti, molti territori, come sottolineato dall’OCSE, “hanno difficoltà a mantenere l’erogazione dei servizi”. Per questo motivo, la cooperazione intercomunale, le unioni di comuni e il supporto tecnico regionale diventano strumenti indispensabili.
In questo contesto, il PR Campania FESR svolge una funzione decisiva. Il documento OCSE ricorda che la Regione gestisce “ingenti fondi nazionali e finanziamenti dell’UE attraverso il FESR, il FSE+ e CSR”. Il FESR sostiene interventi cruciali per le aree interne: infrastrutture materiali e digitali, rigenerazione urbana, servizi condivisi, sostegno alle imprese locali e progetti di innovazione territoriale. L’OCSE evidenzia inoltre che tali risorse sono già impiegate per “occupazione giovanile, accesso all’assistenza sanitaria e rigenerazione urbana”, elementi pienamente coerenti con gli obiettivi della SNAI.
Di seguito il documento tradotto



