Lo studio analizza se le metodologie del quadro di riferimento dell’efficacia dell’attuazione del FESR/FC 2021‑2027 possano essere utilizzate in un futuro sistema di Finanziamenti Non Collegati ai Costi (FNLC). Per farlo, valuta l’uso degli indicatori comuni nei programmi attuali e ne esamina il potenziale come “condizioni” per attivare pagamenti basati sui risultati. L’approccio metodologico integra analisi quantitative, qualitative e comparative, oltre a una fase di test tramite Investment Action Matrices (IAM). L’analisi quantitativa mostra che gli indicatori più frequenti e pertinenti sono concentrati soprattutto nell’Obiettivo Strategico 1 (ricerca, innovazione, competitività delle PMI), che assorbe la quota maggiore di risorse. Gli indicatori di output risultano più utilizzati rispetto a quelli di risultato, mentre la coerenza tra obiettivi e dotazioni finanziarie è più forte quando si osservano singoli Stati membri o singoli programmi. L’analisi qualitativa conferma che le definizioni degli indicatori sono coerenti con il documento metodologico della Commissione e che l’omogeneità varia per obiettivo: alta negli OS 2, 3 e 4, più bassa nell’OS1, molto specifica nell’OS5. Emergono differenze nei metodi di fissazione degli obiettivi, nei tempi di misurazione e nei fattori esterni che influenzano il raggiungimento dei target. L’analisi comparativa con il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) evidenzia che gli indicatori comuni FESR/FC sono più standardizzati e aggregabili, mentre i traguardi RRF sono più eterogenei e adattati ai singoli Stati membri. Nel complesso, molti indicatori comuni mostrano un elevato potenziale per essere utilizzati come trigger di pagamento in un sistema FNLC.
Applicazione degli indicatori in un sistema FNLC e risultati dei test
La fase di test valuta l’idoneità di 43 indicatori selezionati e costruisce matrici di azioni di investimento (IAM) che combinano indicatori di processo, output e risultato per coprire l’intera logica di intervento. La maggior parte degli indicatori di output presenta un potenziale elevato per l’uso in FNLC, grazie alla loro immediatezza, attribuzione chiara e robustezza. Gli indicatori di risultato mostrano invece un potenziale medio, soprattutto a causa di difficoltà di attribuzione e ritardi temporali nella misurazione. Alcuni indicatori risultano poco idonei, come quelli che misurano la sopravvivenza delle nuove imprese, gli utenti annuali di infrastrutture sanitarie o ferroviarie, o i rifiuti riciclati, perché influenzati da fattori esterni o perché difficili da misurare in modo uniforme. Le IAM sviluppate mostrano che gli indicatori comuni possono essere combinati efficacemente per costruire schemi FNLC coerenti, purché si bilanci il rischio tra Commissione e Stati membri, si copra l’intero ciclo di vita dell’intervento e si evitino sovrapposizioni tra condizioni. Le matrici evidenziano anche che alcuni indicatori di output basati sui processi (come il numero di imprese sostenute) non sono adatti al rimborso al livello inferiore, perché non misurano un risultato tangibile e possono creare disallineamenti nei flussi finanziari. Le analisi delle parti interessate mostrano che il rischio e il carico di lavoro si distribuiscono in modo diverso tra indicatori di processo, output e risultato: i primi sono meno rischiosi per le autorità di gestione ma più rischiosi per la Commissione, mentre gli indicatori di risultato comportano rischi e oneri maggiori per i beneficiari e le autorità di gestione. Nel complesso, gli indicatori comuni possono sostenere un sistema FNLC, ma richiedono adeguamenti metodologici, maggiore chiarezza sui tempi di misurazione e meccanismi di verifica più solidi.
Valutazione complessiva, punti di forza, debolezze e condizioni per l’uso futuro
Gli indicatori comuni FESR/FC risultano complessivamente affidabili e conformi al quadro RACER (pertinenti, accettati, credibili, facili da monitorare e robusti). La loro standardizzazione consente comparabilità, aggregazione e un monitoraggio coerente tra Stati membri. Tuttavia, presentano alcune debolezze: eterogeneità nell’uso, complessità degli indicatori di risultato, difficoltà di attribuzione, variabilità nei metodi di fissazione degli obiettivi e mancanza di indicatori di processo nel quadro 2021‑2027. Inoltre, alcuni indicatori non sono adatti a essere utilizzati come condizioni di pagamento, soprattutto quando misurano fenomeni influenzati da fattori esterni o quando non consentono risultati intermedi. Per un uso efficace in un futuro sistema FNLC, lo studio raccomanda: combinare indicatori di processo, output e risultato tramite IAM; adeguare le definizioni e le regole di aggregazione degli indicatori per allinearle ai meccanismi di pagamento; chiarire la tempistica di misurazione, soprattutto per gli indicatori di risultato; considerare i costi di monitoraggio come spese ammissibili; rafforzare i meccanismi di verifica e i metodi di aggiustamento; potenziare le capacità di programmazione delle autorità di gestione; e adottare un approccio collaborativo tra Commissione e Stati membri nella progettazione dei regimi FNLC. Lo studio conclude che gli indicatori comuni possono contribuire a superare alcune criticità evidenziate dalla Corte dei conti europea nel modello RRF, soprattutto grazie alla loro omogeneità e robustezza. Tuttavia, l’adozione di un sistema FNLC richiede un’evoluzione del quadro metodologico, una maggiore chiarezza operativa e un equilibrio tra semplificazione amministrativa e garanzia dei risultati. In sintesi, gli indicatori comuni rappresentano una base solida per un futuro sistema di finanziamento basato sulle performance, ma necessitano di adattamenti mirati per garantire efficacia, equità e affidabilità.



