Un campione giovane, informato e con una visione molto chiara delle priorità che l’Unione Europea dovrebbe perseguire nei prossimi anni. È questa la fotografia che emerge dall’indagine somministrata durante la XV Assemblea nazionale Anci Giovani, svoltasi a Napoli il 17 e 18 aprile 2026. Il questionario, rivolto ai giovani amministratori e ai partecipanti all’evento, offre uno spaccato prezioso su percezioni, conoscenze e aspettative rispetto alle politiche di coesione e agli investimenti europei.
Un campione fortemente giovane e vicino ai temi europei
La distribuzione anagrafica è netta: la maggior parte dei rispondenti appartiene alle fasce 18–25 e soprattutto 26–34 anni. Si tratta di studenti, giovani professionisti, impiegati, consulenti e amministratori locali, ovvero categorie che vivono da vicino programmi come Erasmus, FSE+, PNRR e gli strumenti per la formazione e la mobilità. Le fasce più mature (35–49 e 50+) sono presenti ma minoritarie, rappresentando profili più esperti come dirigenti, professionisti e funzionari pubblici.
Professioni e conoscenza dei fondi: impiegati, politici e consulenti i più informati
La professione incide in modo significativo sulla familiarità con i programmi europei. Gli impiegati risultano il gruppo più competente e trasversale, con valori altissimi su quasi tutti i fondi. Seguono politici e consulenti, che mostrano una conoscenza ampia e coerente con i rispettivi ruoli istituzionali e professionali. Gli studenti confermano un’elevata esposizione, soprattutto su Erasmus e PNRR, mentre categorie come hostess, stagisti, informatici e operatori sociali mostrano una conoscenza più limitata e concentrata su pochi programmi.
Impatto delle politiche regionali: prevale un giudizio positivo, ma non mancano criticità
La percezione dell’impatto delle politiche di coesione della Regione Campania è complessivamente favorevole. La maggior parte dei partecipanti indica un impatto alto o sufficiente, riconoscendo interventi concreti e visibili sul territorio. Gli impiegati sono tra i più soddisfatti: quasi la metà valuta l’impatto come alto e oltre il 14% come altissimo. Anche avvocati, bancari, ingegneri e insegnanti mostrano una prevalenza di giudizi positivi. Più prudente la percezione degli studenti, che si concentrano soprattutto sulla valutazione “sufficiente”. Più polarizzati i politici, con una maggioranza che indica “alto” ma anche una quota significativa che esprime giudizi bassi.
Le priorità per il futuro dell’UE: digitale, energia, mobilità e formazione
Le risposte sulla direzione che l’UE dovrebbe prendere nei prossimi anni delineano un quadro estremamente coerente con le trasformazioni in corso:
- 18–25 anni: istruzione, formazione, digitalizzazione, economia circolare
- 26–34 anni: intelligenza artificiale, cybersecurity, energie rinnovabili, mobilità sostenibile
- 35–49 anni: ricerca, innovazione, sanità digitale, sviluppo urbano
- 50+: istruzione, formazione, housing sociale
Anche la professione orienta le scelte:
- gli studenti privilegiano istruzione e digitale;
- i tecnici puntano su IA, cybersecurity ed energie rinnovabili;
- i politici includono difesa, PMI e sviluppo territoriale;
- gli operatori sociali richiamano housing sociale e aree rurali.
Un elemento interessante riguarda la correlazione tra percezione dell’impatto regionale e priorità future: chi valuta positivamente le politiche tende a indicare ambiti in continuità (innovazione, energia, mobilità), mentre chi esprime giudizi bassi privilegia settori percepiti come carenti (cybersecurity, difesa, tecnologie avanzate).
Un campione consapevole e orientato al futuro
L’indagine restituisce l’immagine di una generazione amministrativa giovane, preparata e attenta alle sfide della transizione digitale ed ecologica. La conoscenza dei programmi europei è diffusa, la percezione dell’impatto regionale è generalmente positiva e le priorità indicate guardano con lucidità alle trasformazioni che attendono territori e comunità.



